I vari livelli di istruzione

L’importanza dell’istruzione è un valore innegabile che va reso disponibile anche a chi non ha i mezzi per accedere nelle scuole o ai corsi di insegnamento.
Nelle società avanzate l’istruzione è un diritto-dovere fin dall’infanzia ed è destinato a formare le nuove generazioni attraverso i diversi gradi delle scuole elementari, medie inferiori, superiori fino all’università e ai master.

La possibilità di scegliere su quale percorso scolastico proseguire, prevede che ci sia un’alternativa durante gli anni delle scuole superiori, con i corsi di Formazione Professionale, promossi dagli enti locali come la Regione, oppure con l’accesso all’università, i quali garantiscono vari livelli di istruzione.
In entrambi i casi l’obiettivo è quello di entrare nel mondo del lavoro con conoscenze sufficienti a mettere in pratica la propria preparazione.
La scuola dell’infanzia è il primo livello di istruzione a cui si accede a partire dai 3 anni fino ai 5 o 6 anni.
È questo il periodo della prima socializzazione al di fuori del nucleo familiare. In questo contesto si hanno i primi approcci con l’istruzione di livello semplice, ma che aiuta lo sviluppo cognitivo dei bambini, insieme al quello dell’identità nel confronto e nel gioco con i propri pari.
Il bambino durante i 3 anni della scuola dell’infanzia sperimenta l’aspetto comunitario allargato dell’interazione, sviluppando in questo modo la capacità di relazionarsi.
Nello stesso tempo, attraverso il gioco, sviluppa abilità manuali, espressioni nuove arricchendo il suo vocabolario e arrivando a essere pronto per accedere al livello successivo, quello della scuola elementare.
Durante il primo anno di scuola elementare si ha l’approccio con la scrittura e la lettura.
Sarà questo un insegnamento che cambierà in meglio la vita dei piccoli studenti, che da qui getteranno le basi della consapevolezza di potersi esprimere e apprendere le idee proprie e altrui attraverso la scrittura e la lettura.
Se si pensa ai paesi del Terzo Mondo dove l’accesso all’istruzione è difficile, si comprende come poter andare a scuola è un privilegio che porta innumerevoli benefici per la vita futura.
Le nozioni da apprendere si arricchiscono, si estendono e di suddividono in base alle materie, fino ad arrivare a comprendere il mondo più ampio che circonda il bambino.
Questo processo di estensione della conoscenza continua per tutti i 3 anni della scuole medie inferiori, dove il bambino diventerà adolescente, avrà un approccio con materie più articolate come l’informatica, la musica, l’arte e potrà scegliere l’indirizzo di studi che più rispecchia le sue attitudini.
L’istruzione serve anche a scoprire per cosa si è portati, dopo aver sperimentato lo studio delle diverse materie e la scelta della scuola superiore, che è quella dove queste attitudini possono trovare la massima espressione.
Istituti tecnici, artistici, musicali, licei con i relativi indirizzi di studio possono formare a sufficienza un ragazzo per prepararlo a un percorso impegnativo e approfondito, come quello dell’università.
In alternativa gli istituti professionali e tecnici possono invece portarlo a voler entrare direttamente nel mondo del lavoro, dedicandosi alle varie professioni per cui ha studiato.
In ultimo c’è la carriera universitaria, che permette di accedere non solo ai più alti livelli di istruzione, ma anche alle professioni di prestigio, che dovrebbero portare a occupare posizioni importanti, di riguardo e altamente qualificate.

I vantaggi offerti dall’istruzione

L’istruzione non è solo un mezzo di emancipazione sociale a cui accedere fin dalla tenerà età, ma permette anche di cambiare in meglio la propria vita in un percorso comunque lungo e altamente formativo.
In prima istanza aiuta a prendere coscienza dei propri diritti e anche dei doveri a livello sociale e nella vita di relazione comunitaria. Questo è strettamente legato alla consapevolezza del proprio valore e della propria dignità di persona e di cittadino. L’istruzione aiuta a non farsi sottomettere, sfruttare, prevaricare e imbrogliare, in quanto si è in grado di reagire, argomentare, far valere le proprie ragioni e affermazioni, fino a convincere l’altro.
L’istruzione è innegabilmente una spinta nella scala sociale, perché permette di poter accedere a carriere che diversamente sarebbero precluse.
In questo senso diventa un deterrente per non cadere nella rete criminale, ma anche per migliorare la qualità di vita della società intera. Lo studio impegna, migliora, predispone alla riflessione e al ragionamento, aiuta a prendere coscienza di problemi per cercare le soluzioni più consone.
Più persone hanno accesso all’istruzione e migliore sarà l’economia di un paese, se si pensa alla produzione di ricchezza con le professioni tra le più qualificate. Un’economia è florida quando c’è potere d’acquisto e quando si creano nuovi posti di lavoro, che producono benessere.

La formazione professionale promossa dal Miur

La riforma che ha riguardato la Formazione promossa dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, prevede la possibilità di scegliere 2 percorsi alternativi durante le scuole medie superiori.
Tale riforma è entrata in vigore dall’anno scolastico 2010/2011 e ha dato un riassetto al tipo di formazione da conseguire nel caso non si voglia continuare con gli studi accademici.
Il percorso di istruzione che si può scegliere può essere della durata di 3 o 4 anni e può avvenire sia presso enti gestiti dalla Regione, che negli stessi istituti professionali che si rendono disponibili.
Il corso triennale si può scegliere alla fine del primo ciclo di studi superiori, quindi per il conseguimento della “qualifica”. Nel caso dei 4 anni, invece, si accede per conseguire un diploma, riconosciuto sia a livello nazionale che comunitario, grazie ad accordi con l’Unione europea e la Conferenza Stato-Regioni. La qualifica si può ottenere anche con un apprendistato detto di “1° livello”, secondo il Dl 167/11.
Dopo 2 anni lo studente ottiene la certificazione delle sue competenze e può considerare completato il suo percorso professionale.
In tal modo lo studente viene messo in condizione di poter fin da subito entrare nel mondo del lavoro, con un istruzione tecnica mirata ed esaustiva.

La formazione professionale degli istituti tecnici in 5 anni

Per quanto riguarda i decreti attuativi della legge sulla “Buona scuola”, una svolta è arrivata anche per la formazione professionale e l’istruzione presso gli istituti tecnici, che si sono arricchiti di ben 5 nuovi indirizzi.
In tutto sono diventati 11 e tra questi ci sono industria e artigianato per il Made in Italy e gestione delle acque e risanamento ambientale.
L’istruzione in questo caso punta sulle eccellenze del nostro paese che hanno fatto grande questo settore e anche sull’eco sostenibilità, la sensibilizzazione verso la tutela del territorio e lo sfruttamento compatibile del territorio.
L’obiettivo è quello di creare un filo diretto per il passaggio dal mondo della scuola a quello del lavoro, con un curriculum professionalizzante di ottimo livello.
In questo quadro si pone attenzione anche a un’offerta formativa flessibile e che si possa adattare a ogni studente, in modo del tutto personalizzato, secondo le proprie capacità e preferenze.
Le stesse scuole possono esercitare una larga autonomia nell’organizzare i percorsi di studio, per dare una preparazione quanto mai ampia che non lasci lacune, ma che al contrario arricchisca il bagaglio culturale complessivo.

Formazione professionale per i futuri docenti

Per accedere all’insegnamento con la nuova legge è stato introdotto il TFA, il tirocinio formativo di durata triennale, che i futuri insegnanti dovranno frequentare dopo aver superato il concorso, per apprendere come diventare tali.
Durante i 3 anni avranno modo di osservare come si svolge questo lavoro da vicino, acquisendo ulteriori competenze e metodologie. Al termine del triennio saranno valutati ed eventualmente dichiarati idonei alla professione.
Anche in questo caso l’importanza dell’istruzione si protrae oltre la preparazione universitaria e il superamento di un concorso, per creare esperienza professionalizzante.